La nostra fondatrice “Maria Schininà” ricorreva spesso a San Giuseppe nelle necessità e ci insegnò a dire “San Giuseppe, pensaci tu!”. Madre Caterina Di Pasquale, una testimone oculare, così racconta:

Ci fu un anno in cui la suora cuciniera avvertì la superiora che era urgente provvedere per l’olio. Suor Maria, che non aveva i denari per acquistarne, prese un santino di San Giuseppe e lo applicò alla giara dell’olio, poi invitò le suore a pregare. Io e le altre suore misuravamo l’altezza dell’olio e non lo vedevamo scemare. Non saprei con precisione quanto se ne consumasse ogni giorno, ma si tenga presente che la comunità era composta di più di quaranta persone e nella cappella si tenevano accese due lampade al giorno. Sono sicurissima che non vi fu aggiunta di olio; l’olio si conservava nella dispensa e la chiave della stanza la tenevo io. Ci associammo alla Fondatrice che diceva: ” Vedete che San Giuseppe non ci ha fatto mancare l’olio”. 

Ed è per questo che noi sue figlie ricorriamo a Lui nel bisogno e non ci stanchiamo di contemplare Gesù baciato che si addormenta tra le braccia di Giuseppe e che riposa sul suo cuore.  San Giuseppe in questo periodo di particolare buio e paura, insegnaci a sognare e a vivere la paura come un mistero.

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