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Perchè… Maria Schininà è la nostra Madre Fondatrice e noi sue figlie, Suore del Sacro Cuore di Gesù, nel 2016, Anno della Misericordia, vogliamo mettere sotto la sua protezione questa Opera che è un prolungamento del Carisma che gelosamente custodiamo.

Un pò di storia…

Maria Schininà nasce il 10 aprile 1844, a Ragusa, in Sicilia, da Giambattista Schininà dei Baroni di S. Filippo e Del Monte e da Rosalia Arezzo dei Duchi di S. Filippo delle Colonne. Quinta di otto figli, cresce tra l’affetto e le attenzioni dei familiari, educata alla pietà religiosa come tutte le fanciulle del tempo. Eccezionale è invece il suo gusto per il bello, che ella coltivava soprattutto con la danza, la musica e la moda.

La Chiamata a lasciare tutto

In seguito alla morte del padre e al matrimonio dell’ultimo dei fratelli, Maria sente nel suo intimo che non può più continuare a vivere nelle agiatezze ma deve uscire dal suo palazzo, camminare per le strade di Ragusa, soccorrere i più bisognosi non da nobile baronessa bensì come popolana, indossando abiti semplici e sobri, perché sul volto dei poveri trova finalmente la bellezza assoluta che cercava: Dio. Si lascia attirare e lo serve.

Si butta allora a capofitto nella ricerca dei poveri, che nei tuguri o in qualche sottoscala giacevano in disumano abbandono, senza preoccuparsi delle dicerie e dei giudizi di coloro che la conoscevano. Dalla contemplazione del Cuore aperto di Cristo sulla Croce trae il movente di tutto il suo operare e l’obiettivo verso cui  indirizzare ogni sua attività e la sua stessa esistenza, spesa  nell’“amare e riparare” il Sacro Cuore, disprezzato nei fratelli bisognosi ed emarginati. Sull’esempio di Gesù, che non  è «venuto per essere servito, ma per servire e dare la vita», Maria, dopo aver capito a che cosa la chiamava il Signore, dedica la sua vita al  servizio dei poveri di ogni genere: orfani, anziani, carcerati, ammalati soli e abbandonati che scova nei luoghi, dove regna ogni sorta di miseria e di sofferenza, dove i peccatori sono ostinati e privi di scrupoli, e si prodiga con ogni mezzo per la salvezza della anime.

È solo questo grande amore per il Cuore di Cristo che la spinge a superare difficoltà di ogni genere e che le fa pronunciare il suo eccomi quando il Vescovo Monsignor Benedetto La Vecchia la invita a rinunciare al proposito iniziale di scegliere la vita claustrale e la esorta a fondare una Congregazione che, con la preghiera  il servizio attivo, avrebbe continuato l’opera di bene già iniziata.

Fondazione

Il 9 Maggio 1889, 125 or sono, Maria fa la consacrazione religiosa insieme ad altre cinque compagne fondando l’Istituto Sacro Cuore.

La spiritualità di Suor Maria del Sacro Cuore, va letta in profondità e nel suo realizzarsi. Essa ha un elemento di fondo: il Cuore aperto di Gesù sulla Croce da cui attinse l’amore per i “poveri dei poveri”, lo stesso anelito di Gesù che percorre le vie della sua Palestina sanando e beneficando tutti coloro che incontra.

 «Fatevi dunque imitatori di Dio, quali figli carissimi». Maria ha voluto riprodurre in sé i lineamenti di Cristo e lo ha intensamente desiderato per le sue figlie; la sua devozione al Sacro Cuore di Gesù non fu staccata dalla persona del Cristo, non fu di tipo sentimentale o un esercizio di pratiche superficiali,  ma, in stretto rapporto con il mistero di Cristo, fu l’incontro con una persona,  una relazione personale con il Figlio di Dio fatto uomo.

Motto

Amore e Riparazione sono i tratti che caratterizzano le sue figlie: consacrare la vita interamente a Dio, alla sua Chiesa e ai fratelli. «L’Amore di Dio è indivisibile dall’amore del prossimo – diceva – più si ama Dio e più si ama il prossimo». Soccorrere i bisognosi, curare gli ammalati nel corpo e nello spirito e impedire anche un solo peccato erano, dunque, la sua missione quotidiana e l’impegno che oggi tutte noi ereditiamo con grande gioia.

Strettamente unita alla passione per il Cuore misericordioso di Gesù era il suo amore per l’Eucaristia alla quale volgendo il suo sguardo esclamava: «Io sento vera invidia verso la lampada eucaristica che si consuma per Gesù. Oh, come vorrei consumarmi per lui!». Nutriva grande fiducia nella Provvidenza, nell’aiuto del Sacro Cuore e diceva: «Siamo povere, ma se il Sacro Cuore ci manda altri poveri da soccorrere, Egli provvederà a tutto».   Parlava al Cuore di Gesù come figlia al Padre, con illimitata confidenza e fiducia:  «O Cuore di Gesù, ci hai da pensare tu! La casa è tua, tu l’hai fondata!». Aveva una premura tutta particolare per le piccole orfanelle, le amava come vere figlie, affidatele da Gesù, le voleva con sé nella casa religiosa perché ritrovassero  quel clima di famiglia che loro era venuto a mancare. Riteneva la loro educazione «un’opera grande, un’opera apostolica, una cooperazione all’opera della maternità di Maria, in quanto ci applichiamo a formare i lineamenti di Gesù nelle anime delle fanciulle». I bambini, i giovani, gli adulti, tutti diventano il Corpo di Gesù che la nostra Beata abbraccia e al quale dona le sue attenzioni, come un’Amata al suo Amato. 

Nel suo testamento spirituale, Suor Maria del Sacro Cuore lascia in eredità il suo comandamento dell’Amore: «Amate, amatevi! Amate Gesù, amate le anime!».

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